Lo Zafferano - Prodotti Tipici
 
La pianta dello zafferano è ampiamente diffusa nel territorio di tramonti allo stato selvatico, la sua coltivazione è invece frutto di una recente iniziativa.
Lo zafferano come pianta officinale era già conosciuto nell’antichità in oriente ed in Grecia (il suo nome prende origine dal termine arabo jafaran trasformato dal persiano sahafaran derivante da asfar che significa giallo); veniva usato come colorante o come componente di unguenti e profumi, in Persia ed in Grecia era anche ritenuto un efficace afrodisiaco. I romani ne fecero largo uso in cucina per aromatizzare la selvaggina ed alcune qualità di vini.
Reintrodotto in Europa dagli arabi penetrati nella penisola iberica a partire dal 711, si rivela subito una notevole fonte di ricchezza, per cui si cerca di mantenerne il monopolio emanando severissime leggi contro l’esportazione dei bulbi; pare però che alcuni monaci riuscissero con l’astuzia a portare fuori dei confini spagnoli i preziosi tuberi, che presto si diffondono nei paesi mediterranei.
Il Italia la produzione, concentrata nella zona di Navelli (vicino all’Aquila) e nella parte centrale della Sardegna, è caratterizzata da una qualità molto elevata. Dato però il suo alto costo oggi l’industria alimentare preferisce importare uno zafferano di livello inferiore ma assai più economico da paesi come Egitto, India e soprattutto Iran.
 
 
 La pianta e gli stimmi
  Il crocus sativus (nome scientifico dello zafferano) è una pianta tripoide e pertanto sterile che di conseguenza si propaga tramite i bulbo-tuberi (cormi). I fiori vengono raccolti all’alba e subito privati dei lunghi stimmi di colore rosso, i quali devono venire essiccati al sole (o tramite un’altra fonte di calore). Durante questa operazione vengono persi circa i quattro quinti del peso originario, per cui da ogni fiore viene ricavata una quantità minima di spezia (per 1 Kg. di zafferano occorrono circa 150.000 fiori e due mesi di lavoro); fortunatamente è sufficiente un pizzico di zafferano per conferire sapore e colore alle pietanze, grazie al suo profumo ed al suo gusto inebriante.
 
 
 
Lo zafferano a Campiglia
 
A Campiglia, come abbiamo detto, sino a non molti anni fa si conosceva sono lo zafferano selvatico che fioriva abbondantemente e febbraio/marzo. Nel 1999 i componenti dell’Associazione Campiglia, da poco fondata, si propongono di rilanciare l’economia del borgo recuperando i terreni terrazzati ormai incolti. Sono individuate a questo fine coltivazioni che con ridotto impegno di manodopera (concentrata in determinati periodi) possano
garantire un certo reddito, tale da giustificare la lavorazione delle piane abbandonate da anni. L’interesse viene concentrato, per iniziativa dell’ing. Bracco, su due prodotti: lo zafferano e i fichi d’India.
 
Per primo lo zafferano. Dopo aver effettuato sopralluoghi nelle più note zone di produzione (in Abruzzo, in Sardegna e nel territorio di San Geminiano) sono individuati alcuni terrazzamenti a 3-400 m. sul mare (lato Tramonti) che si rivelano subito particolarmente adatti a questa coltivazione per la presenza di un tipo di terreno molto sciolto e drenato che non trattiene a lungo l’umidità.
 
Immediato è il successo già nella fase sperimentale: l’alta qualità del prodotto è subito riconosciuta a livello nazionale con l’inserimento in riviste specializzate quali Il Gambero Rosso e la partecipazione a prestigiose rassegne gastronomiche come lo Slow Food di Torino del 2003. Di conseguenza dopo la messa a coltura dei 5-600 bulbi nel primo anno, si è arrivati oggi a circa 60.000.
Dato che dopo circa tre anni un tubero si moltiplica quattro o cinque volte, si sta cercando di non dover più ricorrere all’acquisto di nuovi bulbi i quali oltre che molto costosi si sono rivelati talvolta affetti da malattie e quindi non produttivi.
Articoli sullo Zafferano di Campiglia: 
 
A ottobre e novembre chi percorre le piane di Tramonti oltre ai tradizionali aromi che provengono dalle cantine dove matura il vino Rinforzato (Sciacchetrà), può avvertire oggi distintamente anche il profumo più tenue ma persistente dello zafferano in fiore ed ammirare le distese di fiori roseo-violacei con i caratteristici tre pistilli color rosso scuro.
 
 
Altri prodotti tipici
 
  I fichi d'India
A partire da quest’anno (2004) l’Associazione ha dato inizio ad un nuovo progetto per la coltivazione intensiva dei fichi d’India, da cui produrre ottime marmellate e conserve, realizzate in via sperimentale, e subito molto apprezzate. Da sempre presenti nel territorio i fichi d’India, nella fascia più bassa (sotto i 200 m.), giungono a maturazione nei mesi di luglio/agosto. Dato che proprio i terrazzamenti più vicini al mare sono quelli che hanno subito un degrado più rapido e rovinoso, il successo di questa iniziativa si potrà rivelare particolarmente efficace per il recupero di questa zona del territorio di Tramonti che solo la manutenzione attenta e continua dell’uomo potrà salvare da sicura rovina.
 
 
  Il Sale Marino
Utilizzando le erbe aromatiche (elicriso, isoppo, timo, origano) che crescono spontanee sul versante mare, ed i cui aromi si sprigionano durante le giornate calde, unitamente ad una piccola quantità di sale marino integrale macinato e di un'alga salutare essicata si ottiene un condimento con ottime proprietà terapeutiche. La piccola quantità di sale lo rende particolarmente adatto a chi non può, per ragioni di salute, far uso di grandi quantità di tale ingrediente. Le erbe officinali conferiscono al condimento una aroma ed un sapore intenso ed incofondibile.
 
 
 
  La lavanda
Il particolare microclima che caratterizza il territorio di Tramonti di Campiglia, posto a picco sul mare nell’estremo levante ligure, dona ai fiori di lavanda che crescono nei suoi terrazzamenti un profumo intenso e penetrante, reso ancora più forte e persistente dal tipo di coltivazione in piccole radure aperte nella macchia mediterranea dove sprigiona al sole il suo aroma insieme a quello dell’elicrisio, del timo selvatico, del rosmarino, dell’ipocisto e dei folti cespugli di ginestra che crescono rigogliosi tra le rocce.
 
 
 
Dove acquistare i prodotti
 

I prodotti si possono acquistare durante tutto l'anno, recandosi a Campiglia i prodotti sono in vendita sia presso lo Spaccio alimentari nella piazzetta del paese che presso il ristorante La Lampara.
Oppure in occasione della manifestazioni enograstonomiche a cui l'Associazione partecipa, quali la Fiera Agroalimentare della Spezia che si tiene nel mese di dicembre. I prodotti del 2010 sono stati presentati il 29 novembre durante la manifestazione enogastronomica "La Fattoria in Città" che si tine in piazza del mercato alla Spezia.
Per il 2009, che è stata un'ottima annata per le nostre produzioni agricole sia a livello quantitativo che qualitativo, i prodotti proposti sono:

  • Zafferano in pistilli: bustine da 0.25gr e 0.5gr
  • Zafferano in pistilli: confezione regalo (ampolla in vetro) da 0.5 e 1 gr
  • Marmellata di Fichi d'India: confezioni da 150gr e 200gr
  • Sale marino: saliera da 50gr, ampolla in vetro 150gr
  • Marmellata di Chinotto: 300gr
  • Chinotto al Maraschino

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